Mi voglio dilettare del confronto tra due nozioni di due diverse teorie: mi rendo conto che si tratta di un'impresa ardua; nondimeno desisterò.
Introdurrò, dapprima, le due nozioni; successivamente, porrò l'accento sugli aspetti di somiglianza e di differenza che presentano.
Freud: L'Energia Psichica
— Laplanche e Pontalis, 1990
Quest'ultimo aggettivo è particolarmente pregnante per la nostra osservazione, infatti in tale prospettiva economica, la quantità di "valore", di energia che circola all'interno di un sistema, quindi di cui il soggetto dispone, è limitata (es.: un sintomo mobilita una certa quantità di energia a scapito di altri "investimenti").
Emerge, poi, un altro elemento da prendere in considerazione: il concetto di trasformazione, di passaggio da un livello meno elevato ad uno più elevato di strutturazione dell'apparato psichico (processo primario e processo secondario).
Kelly: Il Corollario della Scelta
Corollario della scelta: Una persona sceglie per sé quell'alternativa in un costrutto dicotomizzato attraverso la quale anticipa la maggiore possibilità di estensione e di definizione del suo sistema.
— Epting, 1984
— Kelly, 1955
In questa ottica, la persona non può non scegliere, al di là che sia più o meno consapevole della scelta operata; al di là della maggiore o minore ampiezza del suo punto di vista, l'uomo fa comunque la sua scelta, e la fa in modo tale da consentirgli di accrescere le sue anticipazioni.
La Scelta Elaborativa
Tale aspetto ha una sua rilevanza clinica. "Se costringe il campo percettivo può rivolgere la sua attenzione verso la chiara definizione del suo sistema di costrutti; se è disposto a tollerare di giorno in giorno alcune incertezze, può ampliare il campo percettivo e sperare così di estendere la sfera predittiva del sistema.
Quale che sia la sua scelta – una certezza ristretta o una comprensione allargata – la sua decisione è essenzialmente elaborativa; opera ciò che d'ora in avanti chiameremo la scelta elaborativa" (Kelly, ibidem, pp. 64-65).
Confronto tra le Due Teorie
L'uomo freudiano è un uomo, la cui attività psichica tende ad evitare il dispiacere e a cercare il piacere, in linea con le scuole etiche della Grecia classica. Il primo è legato all'aumento delle eccitazioni, il secondo alla riduzione di queste.
Pertanto il principio di piacere, che muove l'uomo, è un principio economico. Tale principio viene modificato dal principio di realtà, che, imponendosi come principio regolatore, trasforma una data quantità di energia libera, fonte di tensione e dispiacere, in investimenti edificanti, in energia legata (punto di vista economico).
Abbiamo a che fare con il concetto di energia, in quanto funzione vitale che mette in moto l'uomo, un uomo che segue la direzione del piacere attraverso processi trasformativi ed elaborativi della stessa energia.
È implicato in tutto ciò un passaggio, un cambiamento da uno stadio primario e grezzo ad uno stadio secondario ed elaborato.
Punti di Contatto e Differenze
Freud
Parte dall'energia vitale, che circola nell'apparato psichico e mette in moto l'uomo
Kelly
Parte dalla persona, che è essa stessa movimento come assunto originario
Direzione: Il Piacere
L'uomo segue la direzione del piacere attraverso processi trasformativi ed elaborativi dell'energia
Direzione: L'Anticipazione
L'uomo segue la direzione dell'anticipazione come base delle proprie scelte
Stato di Tensione
Determinato dalla quantità di eccitazione presente; si riduce con la trasformazione dell'energia libera in energia legata
Stato di Ansia
Espressione di incertezza; si riduce con la costruzione degli eventi e l'acquisizione della conoscenza
Anche l'uomo kelliano è un uomo in movimento, è esso stesso una forma di movimento, come assunto originario, punto di partenza di ogni successiva considerazione.
Freud parte dall'energia vitale, che circola nell'apparato psichico e mette in moto l'uomo; Kelly dalla persona, che è essa stessa movimento: una differenza di termini declinata dai due autori nelle loro teorizzazioni.
Kelly mette l'uomo nella direzione dell'anticipazione come base delle proprie scelte. Anticipare vuol dire costruire, costruire vuol dire conoscere. Scelgo ciò che conosco, scelgo ciò che riduce la mia incertezza, la mia confusione: seguo la direzione che presenta più struttura, che comporta meno ansia.
Anche in questo caso abbiamo a che fare con un passaggio, con una sorta di trasformazione: la costruzione dell'esperienza. Ed ecco che l'uomo segue la direzione tracciata dalla conoscenza personale, più o meno precisa, più o meno consapevole.
In entrambi gli autori risulta pregnante la fase elaborativa.
Lo stato di tensione è determinato dalla quantità di eccitazione presente nell'individuo e tale stato si riduce con la trasformazione dell'energia libera in energia legata.
Lo stato di tensione rappresenta l'espressione di una condizione di ansia, che si riduce con la costruzione degli eventi, con l'acquisizione della conoscenza.
Nel primo caso, occorre superare l'energia libera; nell'altro caso, occorre superare l'ansia. Tutto è riconducibile all'umana tendenza di far fronte al disagio psichico che carica energetica e/o ansia possono comportare; il percorso intrapreso va nella direzione di elaborare, di strutturare le nostre esperienze.
Secondo Freud, l'uomo canalizza l'energia libera e primitiva e la convoglia trasformandola e investendola altrove.
La persona che Kelly ci presenta canalizza i suoi processi in quella particolare direzione consentita dal proprio sistema cognitivo.
dal primario al secondario, dal caos all'ordine, ovvero alla conoscenza.